Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti
A Venezia, la Chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti unisce architettura, assistenza ospedaliera, musica e arte. Il complesso apparteneva a un ospedale per lebbrosi e mendicanti. La chiesa venne completata nel 1631, accanto alla basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Vincenzo Scamozzi progettò l’edificio e anche il chiostro dell’ospedale. La navata centrale non presenta navate laterali, ma conserva gallerie destinate al coro. Antonio Sardi disegnò la facciata sul canale, completata nel 1673 dal figlio Giuseppe. Una meridiana compare sul lato meridionale del campanile.
L’interno custodisce opere di Veronese, Tintoretto e Guercino, insieme a diversi monumenti funerari. La Crocifissione con la Vergine e san Giovanni occupa la parete destra. Al secondo altare, Tintoretto raffigurò sant’Orsola con le undicimila vergini. Guercino è presente con Sant’Elena con la Croce, unica opera veneziana del pittore bolognese. Tommaso Alvise Mocenigo ricevette un monumento funerario realizzato da Antonio Sardi. Baldassare Longhena progettò altri monumenti, mentre Francesco Contin curò la decorazione interna tra il 1634 e il 1637.
La chiesa ospitò anche un’educazione musicale destinata a ragazze orfane e abbandonate. Il padre di Antonio Vivaldi vi insegnò violino tra il 1689 e il 1693. Una grata metallica richiama le figlie del coro, formate nel canto e negli strumenti. Il complesso comprende due chiostri e la cappella dell’ospedale civico veneziano. La scheda indica inoltre l’accessibilità per persone in sedia a rotelle.
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