Chiesa di Santa Pelagia
Avvicinatevi alla Chiesa di Santa Pelagia e osservate il pronao con colonne ioniche e timpano triangolare. Filippo Nicolis di Robilant progettò questo edificio per le monache agostiniane.
La chiesa sorse tra il Settecento e l’Ottocento sui resti di un edificio precedente, secondo una pianta centrale. Il grande cerchio organizza spazi ellittici, includendo il presbiterio e il coro semiovale.
Nel coro, gli stalli in noce formano due ordini davanti a una balconata lignea riccamente scolpita. La cupola poggia su lesene e su una trabeazione marcata.
Oculi e finestre semiovali portano luce nei volumi curvi dell’interno, dove compaiono motivi decorativi di tradizione barocca. Gli interventi pittorici appartengono soprattutto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Sull’altare maggiore, Antonio Blanchery raffigurò la Vergine mentre incorona santa Pelagia, con sant’Agostino e santa Monica. Gli altari laterali presentano san Francesco di Sales e san Luigi Gonzaga.
Nel coro spicca il dipinto di Vittorio Amedeo Rapous, dedicato al beato Amedeo di Savoia tra i mendicanti. Dopo la soppressione del monastero, la chiesa passò alla Pia Opera della Mendicità Istruita.
Un ordigno danneggiò il tetto, i pavimenti e alcune tele senza esplodere nell’edificio. Il restauro rimosse strati pittorici, recuperò stucchi e legni, e riportò attenzione agli altari e alle tele.
Il rilievo dell’Annunciazione in papier-mâché completa il rapporto tra spazio circolare, presbiterio e coro.
- Città
- Torino
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